Cari amici del verde e della bellezza, benvenuti nel mio angolo digitale dedicato al mondo affascinante del paesaggio! Quante volte ci siamo persi ad ammirare la maestosità delle nostre campagne toscane, l’eleganza dei giardini storici italiani o la vitalità dei parchi urbani che rendono le nostre città un po’ più vivibili?

Io, da sempre, resto incantata da come la natura si intreccia con l’ingegno umano, creando armonie e spazi che ci fanno sentire bene. Quando stavo per scegliere l’università, ricordo benissimo l’emozione e un po’ di confusione.
Sapevo di volere un futuro che mi permettesse di lavorare con la natura, ma anche di fare la differenza per le nostre comunità. Ed è lì che ho scoperto l’architettura del paesaggio, una disciplina che va ben oltre la semplice progettazione di giardini: è un’arte e una scienza che modella gli spazi esterni, sia piccoli che immensi, pensando al benessere delle persone e alla salute del nostro pianeta.
Oggi, più che mai, questa professione è al centro di sfide incredibili. Pensate alla necessità di rendere le nostre città più resilienti ai cambiamenti climatici, di creare oasi verdi che migliorino la qualità dell’aria, o di progettare spazi esterni intelligenti che si adattino alle nostre esigenze moderne, magari con sistemi di irrigazione sostenibili o giardini verticali mozzafiato.
In Italia, abbiamo università eccellenti che preparano i futuri paesaggisti a queste nuove frontiere, integrando la tradizione con le più recenti innovazioni.
Se anche tu senti il richiamo di questa professione dinamica e vuoi capire dove e come intraprendere questo percorso stimolante nel nostro bellissimo paese, sei nel posto giusto.
Ti aiuterò a orientarti tra le varie opzioni formative, le specializzazioni e le opportunità che ti aspettano. Ma bando alle ciance, approfondiamo insieme questo argomento così vitale per il nostro futuro.
Esploriamo insieme come dare forma al tuo sogno!
Il Fascino Nascosto dell’Architettura del Paesaggio: Oltre il Giardino
Quando parliamo di “architettura del paesaggio”, noto che molti amici pensano subito a eleganti giardini all’italiana o, al massimo, a un bel parco pubblico.
Ma credetemi, c’è un mondo intero molto più ampio e vibrante dietro questa definizione! È una professione che tocca le corde più profonde della nostra relazione con la natura e con gli spazi che abitiamo.
Io stessa, all’inizio del mio percorso, ero affascinata ma anche un po’ confusa, immaginando un futuro forse un po’ troppo “verde” e poco “strutturato”.
Invece, ho scoperto un campo multidisciplinare che unisce arte, scienza, ingegneria e sociologia, tutto per creare ambienti esterni che non siano solo belli, ma anche funzionali, sostenibili e capaci di migliorare la vita delle persone.
Pensate alla riqualificazione di intere aree urbane degradate, alla progettazione di infrastrutture verdi che gestiscono l’acqua piovana, o alla creazione di parchi agricoli che connettono le città alla loro origine rurale.
Ogni progetto è una sfida unica che richiede non solo creatività, ma anche una profonda conoscenza ecologica e delle dinamiche sociali. È un lavoro che ti riempie di soddisfazione, sapendo di contribuire concretamente a un futuro migliore per tutti noi, modellando gli spazi in cui viviamo e respiriamo.
È un’opportunità per lasciare un segno positivo sul territorio, qualcosa che ho sempre desiderato fare.
Un Approccio Olistico al Design
L’architettura del paesaggio non si limita a disegnare piante su una mappa. Richiede una visione d’insieme, un approccio olistico che considera il clima, la biodiversità locale, la storia del luogo, le esigenze della comunità e persino l’economia.
È come un grande puzzle in cui ogni pezzo – dalla scelta di un albero resistente alla siccità alla progettazione di un sentiero accessibile a tutti – contribuisce a un quadro complessivo armonioso e resiliente.
Ricordo un progetto universitario dove dovevamo riqualificare un’area costiera abbandonata: non bastava immaginare dove mettere le palme, ma dovevamo studiare le correnti marine, la vegetazione autoctona, i materiali resistenti alla salsedine e come creare spazi che incoraggiassero la socialità e il rispetto dell’ambiente.
Ed è proprio questo che rende la professione così stimolante e mai monotona!
Il Paesaggista come Mediatore tra Uomo e Natura
Per me, il paesaggista è un vero e proprio mediatore. Non solo tra diverse discipline, ma soprattutto tra l’uomo e la natura. Siamo noi a tradurre le esigenze umane – di riposo, di gioco, di lavoro, di bellezza – in soluzioni che rispettino e valorizzino gli ecosistemi naturali.
È un equilibrio delicato, una danza tra cemento e verde, tra il desiderio di costruire e la necessità di conservare. Mi capita spesso di confrontarmi con clienti che hanno un’idea molto precisa di ciò che vogliono, e il mio compito è guidarli verso scelte che siano esteticamente gradevoli ma anche ecologicamente sensate e sostenibili nel tempo.
È lì che entra in gioco l’esperienza, la capacità di comunicare e di educare, mostrando che la bellezza e la funzionalità possono andare perfettamente a braccetto con la sostenibilità.
Trovare la Tua Strada: I Percorsi Universitari in Italia
Se, come me, senti che questa professione ti chiama, il primo passo è scegliere il percorso universitario giusto. E qui in Italia, siamo fortunati ad avere alcune eccellenti opportunità formative che preparano i futuri paesaggisti con programmi all’avanguardia.
Non è una decisione da prendere alla leggera, ve lo assicuro! Io ho passato mesi a confrontare piani di studio, a parlare con studenti e professori, a visitare le sedi universitarie, e devo dire che alla fine la scelta è stata quella giusta per me.
La bellezza è che non esiste un’unica strada: ci sono percorsi più orientati al design, altri più scientifici, alcuni con un focus sull’ambiente e la sostenibilità, altri ancora sulla valorizzazione del patrimonio storico-culturale.
Molte università offrono corsi di laurea triennale in Architettura del Paesaggio o in Scienze Agrarie e Forestali con indirizzo Paesaggistico, che poi possono essere approfonditi con lauree magistrali specifiche.
L’importante è informarsi bene e capire quale approccio si allinea meglio con le proprie passioni e ambizioni. Ricordo le lunghe notti sui libri, ma anche le gite didattiche che ci portavano in giro per l’Italia a studiare giardini storici e parchi contemporanei: un mix di teoria e pratica fondamentale per un futuro paesaggista.
E non sottovalutate mai l’importanza di un buon tirocinio, è lì che si impara il vero mestiere!
Le Università Pioniere nel Paesaggio
Nel panorama italiano, alcune università si distinguono per i loro corsi di laurea in Architettura del Paesaggio, offrendo una formazione completa e riconosciuta.
Non si tratta solo di imparare a disegnare, ma di acquisire competenze in botanica, ecologia, urbanistica, storia del giardino, legislazione e molto altro.
| Università | Corso di Laurea (esempio) | Focus Principale |
|---|---|---|
| Politecnico di Milano | Architettura del Paesaggio (LM) | Progettazione urbana e territoriale, sostenibilità |
| Università degli Studi di Firenze | Progettazione del Paesaggio (LM) | Paesaggio storico, ambientale e agricolo |
| Università di Torino | Pianificazione e Progettazione del Paesaggio e dell’Ambiente (LM) | Conservazione e valorizzazione ambientale, gestione del verde |
| Università degli Studi di Genova | Architettura del Paesaggio (LM) | Paesaggi costieri, rigenerazione urbana |
| Università della Campania Luigi Vanvitelli | Architettura del Paesaggio (LM) | Sostenibilità, patrimonio culturale e innovazione tecnologica |
Scegliere il Percorso Giusto per Te
La scelta dipende molto dalle tue inclinazioni. Se sei affascinato dalla storia e dalla conservazione del patrimonio, Firenze potrebbe essere un’ottima opzione.
Se invece ti vedi a disegnare parchi urbani innovativi e a lavorare sulla sostenibilità in grandi contesti metropolitani, il Politecnico di Milano potrebbe fare al caso tuo.
Non avere paura di fare domande, di contattare le segreterie didattiche o di partecipare agli open day. Io ho trovato molto utile parlare direttamente con gli studenti che già frequentavano i corsi, mi hanno dato una prospettiva molto più reale e meno “patinata” rispetto alle brochure ufficiali.
È importante scegliere un ambiente dove ti senti stimolato e supportato, perché il percorso sarà impegnativo ma incredibilmente gratificante.
Sbocchi Professionali Reali: Dove Ti Porta Questa Laurea?
Una delle domande che mi sono sentita fare più spesso, e che io stessa mi ponevo con un po’ d’ansia durante gli studi, è: “Ma concretamente, cosa farò dopo?”.
La buona notizia è che il campo dell’architettura del paesaggio offre una varietà di sbocchi professionali sorprendentemente ampia e in continua evoluzione.
Non si tratta solo di lavorare per un grande studio di architettura. Anzi, ho notato che molti miei colleghi hanno trovato la loro nicchia in settori anche molto specifici, creando carriere uniche e di grande successo.
Dal settore pubblico, dove si lavora per la pianificazione e la gestione del territorio, alla libera professione, collaborando con ingegneri, architetti e urbanisti.
La mia esperienza personale mi ha insegnato che la versatilità è una delle chiavi di questo mestiere. Inizialmente, ho lavorato in uno studio che si occupava principalmente di parchi pubblici e giardini privati di medie dimensioni.
Poi, con l’esperienza, ho iniziato a collaborare a progetti di riqualificazione urbana e persino di restauro di giardini storici. Ogni giorno era una scoperta, una nuova sfida che mi permetteva di mettere in pratica le mie conoscenze e di imparare qualcosa di nuovo.
È un campo in cui la domanda di professionisti qualificati è in crescita, specialmente con l’attenzione crescente alla sostenibilità e al benessere ambientale.
Carriere nel Settore Pubblico e Privato
Gli architetti paesaggisti possono trovare impiego in enti pubblici, come Comuni, Province, Regioni, o sovrintendenze, occupandosi della pianificazione territoriale, della tutela del paesaggio, della gestione del verde pubblico e dei parchi.
Nel settore privato, le opportunità sono altrettanto variegate:
- Studi di architettura e ingegneria
- Studi specializzati in architettura del paesaggio
- Società di consulenza ambientale
- Aziende florovivaistiche
- Imprese di costruzione e manutenzione del verde
- Settore turistico-ricettivo (es. progettazione di resort e agriturismi)
Personalmente, ho avuto l’opportunità di lavorare sia con enti pubblici che con privati, e devo dire che la dinamica è molto diversa. Nel pubblico, i tempi sono spesso più lunghi ma i progetti hanno un impatto più ampio sulla comunità.
Nel privato, la velocità è maggiore e si ha più libertà creativa, ma anche più responsabilità dirette.
La Libera Professione: Essere il Capitano della Tua Nave
Un numero crescente di paesaggisti sceglie la libera professione. Questo ti permette di gestire i tuoi progetti, di scegliere i tuoi clienti e di modellare la tua carriera in base alle tue passioni.
È la strada che ho intrapreso dopo qualche anno e, sebbene sia più impegnativa per certi aspetti – devi essere non solo un bravo professionista ma anche un imprenditore di te stesso – ti offre un’incredibile libertà e la possibilità di lasciare il tuo segno distintivo.
Ci sono molte piattaforme online e associazioni professionali che aiutano i giovani paesaggisti a muovere i primi passi come liberi professionisti. L’importante è costruire una buona rete di contatti, mostrare le proprie competenze e non avere paura di proporre idee innovative.
L’Importanza della Specializzazione e della Formazione Continua
Il diploma di laurea, per quanto prestigioso e fondamentale, è solo l’inizio di un percorso di apprendimento che, nel campo dell’architettura del paesaggio, non finisce mai.
Il mondo del design e della sostenibilità è in costante evoluzione, con nuove tecnologie, materiali innovativi e approcci progettuali che emergono di continuo.
Io l’ho imparato sulla mia pelle: quello che ho studiato dieci anni fa è la base, ma per rimanere competitiva e offrire ai miei clienti soluzioni all’avanguardia, devo essere costantemente aggiornata.
È un investimento di tempo e risorse che però ripaga enormemente, sia in termini di competenze che di opportunità professionali. La specializzazione è diventata cruciale, soprattutto in un mercato sempre più esigente.
Ci si può specializzare in tantissimi ambiti, dalla gestione delle acque pluviali in contesti urbani alla progettazione di tetti verdi, dalla riqualificazione di aree industriali dismesse alla creazione di giardini terapeutici.
Ogni specializzazione apre nuove porte e ti rende un professionista insostituibile in quel settore. Non abbiate paura di esplorare corsi post-laurea, master universitari, workshop e seminari: sono tutte occasioni preziose per affinare le vostre abilità e ampliare la vostra rete professionale.
Master e Corsi di Alta Formazione
Dopo la laurea magistrale, molti scelgono di proseguire con master di secondo livello o corsi di alta formazione. In Italia ci sono diverse opzioni eccellenti che permettono di approfondire tematiche specifiche.
Per esempio:
- Master in Green Infrastructure e Progettazione del Paesaggio Sostenibile: ideali per chi vuole concentrarsi su soluzioni ecologiche e resilienti.
- Corsi di Progettazione del Giardino Storico: perfetti per gli appassionati di storia e conservazione.
- Specializzazioni in Landscape Urbanism: per chi è interessato all’integrazione tra paesaggio e urbanistica.
Questi percorsi non solo arricchiscono il tuo curriculum, ma ti mettono in contatto con esperti del settore e colleghi con cui potrai stringere collaborazioni future.
Io ho frequentato un master sulla gestione delle risorse idriche nel paesaggio e mi ha aperto gli occhi su un mondo di soluzioni progettuali che prima nemmeno consideravo.
L’Aggiornamento Continuo e i Seminari
Oltre ai percorsi strutturati, è fondamentale partecipare a seminari, workshop e conferenze. Le associazioni professionali, come l’AIAPP (Associazione Italiana Architetti Paesaggisti), organizzano regolarmente eventi formativi che permettono di rimanere aggiornati sulle ultime tendenze, le nuove normative e le best practice.
Leggere riviste di settore, seguire blog specializzati (come questo!), e partecipare a forum online sono tutte attività che contribuiscono alla tua crescita professionale.
Ricordo un seminario sui materiali innovativi per pavimentazioni esterne, dove ho scoperto soluzioni drenanti che hanno rivoluzionato il mio modo di progettare le piazze urbane.
È un processo continuo di scoperta che rende la professione sempre viva e stimolante.
Consigli Pratici per Aspiranti Paesaggisti: La Mia Esperienza

Cari futuri colleghi, se potessi tornare indietro e dare qualche consiglio a me stessa studentessa, ci sarebbero alcune cose che mi direi. La prima e più importante: non avere paura di sporcarti le mani!
L’architettura del paesaggio non è solo teoria, è pratica, è stare sul campo, capire i materiali, osservare la crescita delle piante, parlare con gli operai.
Ricordo quando, durante un tirocinio, mi fu chiesto di supervisionare l’impianto di un nuovo roseto. Non avevo mai avuto a che fare con così tante rose, e per i primi giorni ero terrorizzata di fare errori.
Invece, quella settimana mi ha insegnato più di mesi di lezioni in aula sui tipi di rose e le loro esigenze. Ho imparato l’importanza di un buon drenaggio, come riconoscere un portainnesto sano e quanto sia cruciale la distanza tra una pianta e l’altra.
È stata un’esperienza formativa incredibile che mi ha dato una fiducia impagabile. Non limitatevi agli studi, cercate opportunità di volontariato, tirocini, o anche solo di aiutare un amico che ha un giardino: ogni esperienza è un mattone per costruire la vostra professionalità.
E poi, coltivate la vostra curiosità. Leggete, viaggiate, osservate i paesaggi che vi circondano con occhi critici e attenti.
Costruire un Portfolio Solido Fin da Subito
Il vostro portfolio è il vostro biglietto da visita. Iniziate a costruirlo fin dai primi anni di università, includendo i vostri migliori progetti, anche quelli accademici.
Non aspettate di avere “lavori veri”. Mostrate la vostra creatività, la vostra capacità di analisi, le vostre abilità tecniche (disegno a mano, software CAD, modellazione 3D).
Quando ho iniziato a cercare il primo lavoro, il mio portfolio era un insieme di tavole universitarie e qualche schizzo di progetti immaginari, ma era la mia passione a emergere da quelle pagine.
E non dimenticate di includere anche lavori non direttamente legati al paesaggio, ma che mostrano le vostre capacità, come fotografie, illustrazioni o modelli.
L’originalità e la personalità fanno la differenza.
Networking: La Rete è Tutto!
Nel nostro settore, le connessioni sono oro. Partecipate a eventi di settore, iscrivetevi ad associazioni professionali, usate LinkedIn. Conoscere altri professionisti, sia studenti che esperti, è fondamentale.
Non solo per trovare opportunità lavorative, ma anche per scambiare idee, ricevere consigli e trovare mentori. Ricordo ancora il mio primo congresso AIAPP: ero così timida che stavo in un angolo.
Ma poi ho deciso di farmi coraggio e ho iniziato a parlare con le persone. Da quell’evento è nata una collaborazione inaspettata che mi ha portato a lavorare su un progetto molto importante.
Non sottovalutate mai il potere di un buon caffè con un collega! Queste relazioni professionali sono un supporto prezioso lungo tutto il percorso della vostra carriera.
Progettare un Futuro Sostenibile: Il Ruolo Cruciale del Paesaggista Oggi
Viviamo in un’epoca di sfide ambientali senza precedenti. I cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l’inquinamento atmosferico e la crescente urbanizzazione stanno mettendo a dura prova il nostro pianeta e le nostre città.
Ed è proprio qui che il ruolo dell’architetto paesaggista diventa non solo importante, ma assolutamente cruciale. Siamo in prima linea nella progettazione di soluzioni che non solo mitigano questi impatti negativi, ma che addirittura creano valore aggiunto per l’ambiente e per le comunità.
Pensate alle città che si stanno surriscaldando: noi possiamo progettare corridoi verdi, parchi con alberi ad alto fusto e tetti verdi che abbassano le temperature, riducono l’effetto “isola di calore” e migliorano la qualità dell’aria.
O pensate alla gestione delle acque: con giardini della pioggia e sistemi di drenaggio sostenibile, possiamo trasformare l’acqua piovana da problema a risorsa preziosa.
Per me, questa consapevolezza è ciò che rende il nostro lavoro non solo una professione, ma una vera e propria missione. Ogni progetto, piccolo o grande che sia, è un’opportunità per contribuire a un futuro più verde, più sano e più resiliente per tutti.
È un privilegio poter influenzare positivamente l’ambiente in cui viviamo e le generazioni future.
Paesaggi Resilienti e Soluzioni Basate sulla Natura
Il concetto di “resilienza” è centrale nel paesaggio contemporaneo. Dobbiamo progettare spazi che possano adattarsi ai cambiamenti, resistere a eventi estremi e riprendersi rapidamente.
Le “soluzioni basate sulla natura” (Nature-Based Solutions, NBS) sono il nostro pane quotidiano. Questo significa usare la natura stessa come strumento per risolvere problemi ambientali e sociali.
Per esempio, invece di costruire costosi argini in cemento per prevenire inondazioni, possiamo progettare zone umide e foreste ripariali che assorbono l’acqua naturalmente.
Ho lavorato su un progetto di riqualificazione di un’area golenale che, oltre a diventare un bellissimo parco fluviale, è servita a proteggere il paese dalle piene del fiume.
Vederlo funzionare durante un periodo di forti piogge è stata una soddisfazione immensa.
Il Paesaggista come Catalizzatore di Benessere
Oltre agli aspetti ecologici, il paesaggista ha un impatto profondo sul benessere delle persone. Parchi ben progettati incoraggiano l’attività fisica e la socializzazione, giardini terapeutici migliorano la salute mentale, spazi verdi di prossimità riducono lo stress.
Noi creiamo luoghi dove le persone possono riconnettersi con la natura, ritrovare la calma e migliorare la propria qualità di vita. Ho progettato il giardino di una casa di riposo, e vedere la gioia negli occhi degli anziani mentre passeggiavano tra i fiori o si sedevano all’ombra degli alberi mi ha fatto capire quanto il nostro lavoro possa davvero fare la differenza nella vita quotidiana.
È un mestiere che unisce bellezza, funzionalità e un profondo senso di responsabilità sociale ed ecologica.
Reti e Opportunità: Costruire il Tuo Brand nel Settore
Nel mondo odierno, essere un bravo architetto paesaggista non basta più. Per distinguerti, per trovare le opportunità migliori e per costruire una carriera solida e gratificante, devi anche saper costruire il tuo “brand” personale e professionale.
Questo non significa solo avere un bel logo o un sito web accattivante, ma significa comunicare la tua visione, la tua specializzazione, il tuo approccio unico ai progetti.
In altre parole, far sapere al mondo chi sei e cosa puoi offrire. La mia esperienza come influencer di blog è nata proprio da questa esigenza: volevo condividere la mia passione, le mie conoscenze e le mie esperienze con un pubblico più ampio, creando una comunità di appassionati del paesaggio.
E devo dire che è stata una delle mosse più azzeccate della mia carriera! Mi ha permesso di entrare in contatto con persone incredibili, di scoprire nuove tendenze e di ricevere proposte di collaborazione che non avrei mai immaginato.
È un circolo virtuoso che alimenta la mia creatività e la mia visibilità.
Il Potere dei Social Media e dei Blog
Piattaforme come Instagram, LinkedIn, Pinterest e, naturalmente, i blog sono strumenti potentissimi per mostrare il tuo lavoro, condividere le tue idee e connetterti con altri professionisti e potenziali clienti.
Pubblica foto dei tuoi progetti, scrivi articoli sulle tematiche che ti appassionano, partecipa a discussioni online. Non avere paura di mostrare la tua personalità e la tua passione.
Ricordo che all’inizio ero un po’ scettica riguardo all’espormi online, ma poi ho capito che è un modo fantastico per raggiungere un pubblico vasto e far conoscere la propria professionalità.
È come avere una galleria d’arte sempre aperta e accessibile a tutti. Non sottovalutare l’impatto di un contenuto ben fatto e autentico.
Collaborazioni e Mentorship: Crescere Insieme
Non esiste successo senza collaborazione. Cerca opportunità per lavorare con altri professionisti: architetti, ingegneri, botanici, artisti. Le collaborazioni non solo arricchiscono i tuoi progetti, ma ti permettono di imparare nuove prospettive e di espandere la tua rete.
E non avere timore di cercare un mentore, qualcuno con più esperienza che possa guidarti e offrirti consigli preziosi. Io ho avuto la fortuna di avere alcuni mentori incredibili che mi hanno aiutato a superare momenti di difficoltà e a prendere decisioni importanti per la mia carriera.
Offrire la tua mentorship a studenti o giovani professionisti, a tua volta, è un modo meraviglioso per dare indietro alla comunità e consolidare la tua posizione di esperto.
Costruire relazioni significative è uno degli investimenti più redditizi che tu possa fare nella tua carriera di paesaggista.
Per concludere
Amici lettori, spero con tutto il cuore che questo viaggio nel mondo dell’architettura del paesaggio vi abbia offerto nuove prospettive e, perché no, magari ispirato a considerare questa professione affascinante. È un cammino che ho intrapreso con passione e che continua a riempirmi di meraviglia ogni giorno. Ricordate, il nostro è un lavoro che non si ferma mai al solo aspetto estetico; è una profonda connessione con la terra che ci ospita e con le persone che la vivono. Spero che abbiate sentito la mia energia attraverso queste righe, e che possiate portare con voi un pezzetto di questa ispirazione. Il paesaggio è ovunque, basta imparare a guardarlo con gli occhi giusti! Grazie di essere stati qui.
Consigli utili per il tuo percorso
1. Non sottovalutare mai l’importanza di un buon tirocinio o di esperienze sul campo. È lì che la teoria prende vita e si impara davvero il mestiere. Metti le mani nella terra, parla con chi costruisce e chi coltiva: ogni dettaglio conta.
2. Costruisci la tua rete fin da subito. Partecipa a eventi, workshop e conferenze. Ogni persona che incontri può diventare un futuro collaboratore, un mentore o una fonte di ispirazione. Il networking è fondamentale per aprirsi nuove porte.
3. Specializzati! Il mondo del paesaggio è vastissimo. Trova l’ambito che più ti appassiona – che sia la bioingegneria, il restauro di giardini storici o la progettazione urbana sostenibile – e diventa un esperto in quel settore.
4. Prepara un portfolio impeccabile, anche se hai solo progetti universitari. È il tuo biglietto da visita, la prova tangibile della tua creatività e delle tue competenze. Aggiornalo costantemente con i tuoi migliori lavori.
5. Coltiva la tua curiosità e la tua sensibilità. Osserva i paesaggi intorno a te, viaggia, leggi libri e riviste specializzate. La capacità di cogliere le sfumature e di leggere il territorio è una delle qualità più preziose per un paesaggista.
Punti chiave da ricordare
L’architettura del paesaggio è una disciplina profondamente multidisciplinare, che va ben oltre la semplice creazione di giardini estetici. Essa integra arte, scienza, ingegneria e sociologia per modellare ambienti esterni che siano non solo belli, ma anche funzionali, ecologicamente sostenibili e capaci di migliorare significativamente la qualità della vita delle persone. Abbiamo esplorato come il paesaggista agisca come un mediatore essenziale tra le esigenze umane e la salvaguardia della natura, un ruolo sempre più critico nell’attuale contesto di cambiamenti climatici e urbanizzazione accelerata. I percorsi universitari in Italia offrono basi solide, ma la vera crescita professionale passa attraverso la specializzazione continua e un impegno costante nell’apprendimento. Che si tratti di lavorare nel settore pubblico, in studi privati o come liberi professionisti, le opportunità sono ampie per chi è disposto a mettere in gioco passione e competenza. Infine, è fondamentale costruire il proprio brand e la propria rete di contatti, sfruttando le piattaforme digitali e le collaborazioni per lasciare un segno distintivo e contribuire attivamente alla creazione di un futuro più resiliente e armonioso. Ogni progetto è una chance per fare la differenza, per noi e per le generazioni a venire.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Come posso intraprendere il percorso per diventare Architetto Paesaggista qui in Italia?
R: Che domanda fantastica, e ti capisco benissimo! È stato proprio l’interrogativo che mi ha spinta ad approfondire. In Italia, il percorso per diventare Architetto Paesaggista è ben strutturato e richiede passione e dedizione.
Di solito, si inizia con una Laurea Triennale in Architettura, Ingegneria Edile-Architettura, Agraria, Scienze Ambientali o Pianificazione del Territorio.
Alcune università offrono anche percorsi quinquennali a ciclo unico che integrano già moduli specifici sul paesaggio. Dopo la laurea triennale, il passo successivo e fondamentale è la Laurea Magistrale in “Architettura del Paesaggio” (rientrante nella classe LM-3) o un corso affine, come “Progettazione delle Aree Verdi e del Paesaggio”.
Qui in Italia abbiamo diverse eccellenze dove puoi studiare, come la Sapienza Università di Roma, il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università di Genova o l’Università della Tuscia, solo per citarne alcune.
Molti di questi corsi sono interateneo, un’ottima occasione per confrontarsi con diverse realtà accademiche e professionali! Una volta ottenuta la Laurea Magistrale, per poter esercitare la professione a tutti gli effetti, dovrai superare l’Esame di Stato e iscriverti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.
E non dimenticare che la formazione non finisce mai: ci sono sempre corsi di aggiornamento, magari sulla bioarchitettura o sulle ultime tecnologie per il verde, che ti permetteranno di acquisire crediti formativi e rimanere sempre al passo con i tempi.
D: Di cosa si occupa esattamente un Architetto Paesaggista e quali sono le sue specializzazioni principali?
R: Ah, questa è la parte che mi entusiasma di più! L’architetto paesaggista, credetemi, è molto più di un “giardiniere di lusso”, anche se l’amore per il verde è ovviamente la base!
È una figura professionale multidisciplinare, un vero e proprio tessitore di spazi che unisce arte, scienza e un pizzico di magia. Il nostro lavoro spazia dalla progettazione di parchi e giardini, sia pubblici che privati, alla creazione di spazi verdi urbani che migliorano la qualità della vita nelle città, pensate ai giardini pensili o alle pareti verdi che vedo sempre più spesso a Milano!
Ma non ci fermiamo qui: ci occupiamo anche del restauro di giardini storici, della pianificazione di ampie aree rurali, della valutazione dell’impatto ambientale di grandi opere, e della riqualificazione di zone dismesse, come ex siti industriali o discariche, trasformandole in nuovi polmoni verdi per le comunità.
Una parte sempre più importante del nostro lavoro riguarda la resilienza urbana e l’adattamento ai cambiamenti climatici, progettando soluzioni sostenibili come sistemi di drenaggio urbano o “Nature-Based Solutions” che aiutano le città a respirare meglio e a fronteggiare eventi estremi.
Per quanto riguarda le specializzazioni, il campo è vastissimo! Alcuni colleghi si dedicano specificamente al restauro del patrimonio architettonico e paesaggistico (esistono scuole di specializzazione biennali dedicate a questo, ad esempio al Politecnico di Torino o all’IUAV di Venezia).
Altri si concentrano sull’architettura sostenibile e il design del paesaggio, o sulla gestione delle risorse idriche nel paesaggio, temi cruciali oggi più che mai.
Insomma, l’obiettivo finale è sempre lo stesso: migliorare il benessere delle persone e la salute del nostro pianeta, creando armonia tra l’uomo e la natura.
D: Una volta laureato in Architettura del Paesaggio in Italia, quali sono le reali opportunità di carriera?
R: Questa è la domanda da un milione di euro, vero? E la buona notizia è che le opportunità sono davvero tante e in continua crescita! La nostra professione è sempre più richiesta, specialmente in un’epoca in cui la sostenibilità e la qualità degli spazi esterni sono diventate priorità assolute.
Potrai scegliere di lavorare come libero professionista, magari aprendo il tuo studio (come ho fatto io dopo qualche anno di esperienza) e gestendo progetti per clienti privati, dalla piccola oasi domestica al grande parco aziendale.
Oppure potresti entrare a far parte di studi di architettura e ingegneria già affermati, collaborando a progetti di vasta scala, sia in Italia che, perché no, all’estero, dato che la nostra competenza è riconosciuta a livello internazionale.
Ho visto annunci per architetti paesaggisti in società di ingegneria, in studi con sede a Roma, Firenze, Milano, Parma… c’è fermento! Non solo il settore privato, ma anche quello pubblico offre sbocchi interessanti.
Molti paesaggisti collaborano con amministrazioni comunali o enti pubblici per la progettazione del verde urbano, il recupero di aree degradate, la pianificazione paesaggistica territoriale e la gestione dei beni culturali e ambientali.
C’è anche spazio nella ricerca e nell’insegnamento, contribuendo a formare le nuove generazioni di professionisti. Per quanto riguarda il lato economico, un architetto paesaggista può aspettarsi retribuzioni che variano in base all’esperienza e alla notorietà.
Si parte da cifre iniziali che poi crescono significativamente con gli anni di pratica e con l’acquisizione di un portfolio solido. Ho letto che si può andare dalle 15.000 alle 45.000 euro all’anno, ma, te lo dico per esperienza, con l’esperienza e una buona rete di contatti si può davvero fare tanto!
È un lavoro che ti permette di lasciare un segno concreto nel mondo, migliorando la bellezza e la vivibilità dei luoghi che abitiamo. Ed è una soddisfazione impagabile!






